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lunedì 25 luglio 2011

Memoires. Cronistorie di arte contemporanea (1967-2007)

Memoires. Cronistorie di arte contemporanea (1967-2007)
a cura di Francesca Capriccioli e Mary Angela Schroth

Gangemi Editore, Roma 2008


In un capitolo del libro le curatrici ricostruiscono, ripubblicando anche alcuni testi, l'attività de Lascala nella sede di piazza di porta S.Giovanni nel periodo 1982-1985 (pagg. 25-31).





mercoledì 20 luglio 2011

Nuove avanguardie a Roma, galleria Jartrakor, 1985

Nuove avanguardie a Roma
Anna Homberg, Stefano Fontana, Daniela de Dominicis, Sergio Lombardo, Giovanni Di Stefano, Cesare Pietroiusti, Domenico Nardone

galleria Jartrakor, Roma, maggio-giugno 1985


comunicato stampa

   La mostra “Nuove avanguardie a Roma” sembra voler proporre un clima intellettuale d'altri tempi, una purezza utopistica ormai sostituita dalla furbizia, un rigore teorico ormai sommerso dal comune destino delle merci.
   Il mondo è diventato un supermercato e l'arte è l'etichetta che indica il prezzo di un semplice cosmetico: ogni parola in sua difesa è interpretata come pubblicità e non incuriosisce più di tanto. Nell'allestire questa mostra abbiamo perciò seguito il criterio meno fondato sulla appetibilità del prodotto e più fondato sui pregi della teoria.
   Abbiamo preso in considerazione un gran numero di artisti, alcuni dei quali già sulla rampa di lancio di ricchi e furbi mercanti , altri nemici di quelli e pronti a sostituirli sulla stessa strada, ma quasi sempre ciò che era diverso in loro era solo il modo di offrirsi, la confezione pubblicitaria del prodotto, non tanto il contenuto.
   Alla fine avendo preferito escludere chi non disponeva di una solida teoria anche se disponeva di un solido talento artigianale, ci siamo decisi per questi sette artisti: Anna Homberg, Stefano Fontana, Daniela De Dominicis, Sergio Lombardo, Giovanni Di Stefano Cesare Pietroiusti e Domenico Nardone. ( S.L.)

   La mostra pone a confronto gli eventualisti con l'altra ipotesi di avanguardia a partire dal campo dell'arte, nata dalla scissione di Domenico Nardone, che con Daniela de Dominicis apre la galleria Lascala ed organizza un gruppo di artisti: Salvatore Falci, Stefano Fontana e Pino Modica (detti poi per la loro provenienza i “Piombinesi”) i quali esordiscono collettivamente alla fine del 1984. Nel 1985 Nardone e De Dominicis presentano le mostre di Stefano Fontana, Contenitori ideologici, consistente in alcune cassette gialle con la scritta del titolo e una feritoia per imbucare, disposte per 15 giorni in spazi pubblici, e nel contenuto in esse raccolto; Pino Modica, Rilevamenti estetici, registrazione video prodotta dai passanti che cercano di utilizzare una sorta di “misuratore d'inclinazione” davanti alla Torre di Pisa; e di Salvatore Falci, Itaj-Doshin, lastre di vetro ricoperte di vernice nera e poste sui tavoli di ambienti pubblici dove vengono graffite dai frequentatori. Jartrakor ripropone del gruppo un solo artista, Stefano Fontana, insieme a De Dominicis e Nardone presentati come teorici-artisti.
Le opere esposte derivano quasi sempre da ricerche già presentate a Jartrakor o a Lascala: Per Anna Homberg da Modelli qualitativi (1985); per Stefano Fontana da Contenitori ideologici (1985); per Sergio Lombardo lo Specchio tachistoscopico e il progetto Concerto per 10 sguardi dei primi anni '70; per Giovanni Di Stefano dalle Prove di memoria (1985); Per Cesare Pietroiusti da Scusi, ero distratto (1985) per Domenico Nardone, dalla sua mostra a Lascala di Interpolazioni urbane (1984); manifesti pubblicitari con interventi anonimi, strappati dal loro contesto. Daniela De Dominicis presenta un modello meccanico della teoria delle catastrofi di Renè Thom.

da Paola Ferraris, Psicologia e Arte dell'evento. Storia eventualista 1977-2003, Gangemi editore, Roma 2005, pag. 101.

venerdì 24 giugno 2011

Segnali, 1984

Antonio Lombardi, Lorenzo Pezzatini e Marino Vismara
Segnali
a cura di Domenico Nardone

galleria Lascala, 1984





















domenica 19 giugno 2011

Pino Modica, Rilevatore estetico, 1985

Pino Modica
Rilevatore estetico

galleria Lascala, 1985




Sosta Quindici Minuti

Salvatore Falci, Stefano Fontana, Pino Modica
Sosta Quindici Minuti

a cura di D.Nardone e D.De Dominicis
galleria Lascala, 1984











Falci, Fontana e Modica, Sosta Quindici Minuti, 1984
Populonia
 
Falci, Fontana e Modica, Sosta Quindici Minuti, 1984
Giardini della Biennale, Venezia
 
 
 

martedì 14 giugno 2011

Stefano Fontana, Contenitori ideologici, 1985

Stefano Fontana, Contenitori ideologici, 1985
galleria Lascala

invito




comunicato stampa

Per un arco di 15 giorni sono stati messi in opera nella città di Piombino, con dislocazioni diverse, cinque contenitori gialli con la scritta   CONTENITORE IDEOLOGICO
Le risposte che tali oggetti di arredo possono aver stimolato negli occasionali fruitori sono ovviamente in funzione delle diverse interpretazioni che questi ultimi ne hanno realizzato.
Una percezione rapida e superficiale, al di sotto del livello di coscienza, tende ad accomunarli infatti a generici raccoglitori di rifiuti - anche per l'analogia grafica nonché fonetica di “ideologico" con 'ecologico' - determinando “risposte" non dissimile da quelle riscontrabili in contenitori pubblici con analoga funzione.
Una corretta lettura dell'iscrizione può dar luogo invece ad altre due tipologie interpretative.
La prima è quella di giustificazione logica, tendente a finalizzare l’oggetto ad una ipotetica indagine sociale - lettere con suggerimenti relativi al verde, all’orario scolastico  o quelle di schermo simili agli interventi in uso sulle schede elettorali, sono in realtà attribuibili ad una motivazione di questo tipo.
L'ultima interpretazione possibile è infine quella che esclude dall'intervento qualsiasi logica esterna e lo avverte come puramente gratuito. In quest'ultimo caso il contenitore assume una valenza di un segnale che possiamo definire con Eco uno stimolo che “non significa nulla ma causa e sollecita qualcosa". Si assiste dunque ad un comportamento che non trova altra giustificazione se non in se stesso e che pertanto può essere definito creativo.
Nell'ambito di quest'ultima categoria di risposte si possono stabilire ulteriori criteri di classificazione tendenti a determinare diversi livelli di creatività in funzione, ad esempio, della frequenza con la quale alcune risposte si ripetono ed altre no.
Va precisato che il materiale in questione, pur funzionando semplicemente da impronta
di un comportamento creativo più complesso indotto dall'artista , finisce, almeno in parte, per rivelare una valenza estetica autonoma. (Daniela De Dominicis)

pubblicato in catalogo L'Arte d'ingannare, D. De Dominicis, I Contenitori di Fontana, Ediz. Il Prisma, Siena 1985.